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Ultimo aggiornamento: 7:10

Il mondo della finanza è in continuo fermento e alcuni osservatori sono molto preoccupati per una prossima, e forse imminente, grave crisi finanziaria. Il mare della finanza è sempre increspato, ma a volte si verificano dei disastrosi tsunami, come è accaduto nel 1929 e nel 2008. Queste due crisi nere della finanza hanno avuto due caratteristiche in comune. La prima è che sono state generate dall’innovazione finanziaria, la scoperta delle azioni negli anni Venti e l’emergere della finanza derivata a cavallo della fine del Novecento. Inoltre, hanno avuto come epicentro gli Usa.

È la presenza attuale di questi due elementi a destare preoccupazione. La prossima crisi arriverà, probabilmente, ancora dall’innovazione finanziaria, stavolta dall’ecosistema in rapida evoluzione delle criptovalute. La moneta digitale poi ha trovato un volano insperato nell’Amministrazione Trump che già a luglio ha approvato il Genius Act (Guiding and Establishing National Innovation for Us Stablecoins Act) che sta per aprire il vaso di Pandora delle nuove valute digitali.

Il pericolo maggiore non viene, come molti potrebbero pensare, dalle criptovalute oramai quasi tradizionali come il Bitcoin, ma da un altro tipo di criptovaluta dal nome molto rassicurante, la stablecoin. Il nome ha un certo che di tranquillizzante, ma gli effetti della sua adozione di massa potrebbero essere disastrosi. Oggi la fetta di finanza occupata dalle stablecoin è di circa 300 miliardi, ma spinti dalla politica potrebbero arrivare a 3.000 miliardi secondo la Banca centrale americana.