Le stablecoin stanno evolvendo da semplice strumento dell’universo cripto a infrastruttura monetaria dell’economia digitale. Mentre Europa e Cina puntano su valute digitali pubbliche, gli Stati Uniti beneficiano della diffusione globale dei dollari digitali emessi dagli operatori privati. Un fenomeno che rafforza la domanda di debito americano, consolida il ruolo internazionale del dollaro e apre una nuova fase della competizione geopolitica per il controllo delle reti attraverso cui circola il valore. La riflessione di Pasquale Preziosa e Claudio Caldarola
La Banca centrale europea ha recentemente acceso un faro su uno degli sviluppi più importanti della trasformazione economica in corso: la crescita delle stablecoin e il loro possibile impatto sull’ordine monetario internazionale. A prima vista il fenomeno può apparire tecnico. In realtà riguarda una delle dimensioni fondamentali del potere nell’era digitale ossia il controllo delle infrastrutture attraverso cui circola il valore economico. Le stablecoin sono token digitali emessi da soggetti privati e ancorati a valute tradizionali. La quasi totalità del mercato è oggi denominata in dollari statunitensi. Tether (Usdt) e Usd Coin (Usdc) rappresentano la parte predominante di questo ecosistema, mentre le stablecoin denominate in euro occupano una posizione marginale. La questione centrale non riguarda soltanto il mercato delle criptovalute. Riguarda la progressiva diffusione di una forma di moneta digitale che viene utilizzata per trasferire valore, effettuare pagamenti, conservare liquidità e operare nei mercati finanziari digitali. Quando milioni di utenti utilizzano stablecoin, stanno di fatto utilizzando dollari digitali privati. È qui che emerge una differenza strategica tra le principali potenze economiche. L’Europa ha scelto una strada centrata sulla regolamentazione e sul progetto dell’euro digitale. La Cina ha seguito una traiettoria simile attraverso lo sviluppo dello yuan digitale sotto il controllo della banca centrale. Gli Stati Uniti hanno invece favorito un ecosistema fondato prevalentemente sull’iniziativa privata, consentendo al mercato di sviluppare strumenti che, pur non essendo emessi direttamente dalla Federal Reserve, estendono la presenza globale del dollaro. Il risultato è uno dei più interessanti paradossi della storia economica contemporanea.






