«Recenti studi stimano che le stablecoin potrebbero raggiungere un mercato da 3,7 trilioni di dollari entro la fine del decennio. Questo scenario diventa più probabile con l'approvazione del Genius Act. Un ecosistema di stablecoin fiorente stimolerà la domanda di titoli del Tesoro Usa, che garantiscono le stablecoin, da parte del settore privato. Questa nuova domanda potrebbe ridurre i costi di indebitamento del governo e contribuire a contenere il debito nazionale. Potrebbe anche attrarre milioni di nuovi utenti, in tutto il mondo, verso l’economia degli asset digitali basata sul dollaro». Queste non sono le parole scritte da un criptotrader che vi getta in faccia dollari fruscianti, sono le parole scritte da Scott Bessent il segretario al Tesoro dell’amministrazione Trump che mette l’ennesimo sigillo di garanzia al nuovo mondo cripto sempre più pronto a abbracciare, sostenere e chissà un giorno a sostituire la vecchia finanza.

Vi ricordate come si presentò Donald Trump il giorno dopo la sua elezione? Presentò la sua “meme coin”, non una valuta, ma come l’ho interpretata io un biglietto da visita, l’incipit economico finanziario di questa presidenza.

Ho riportato il testo per intero perché queste parole potrebbero entrare nella storia, sono un ulteriore passo avanti nel nuovo paradigma finanziario e nel mio piccolo sono la conferma di un mio vaticinio di qualche Panino fa. Era la fase in cui si dibatteva della crisi degli asset made in Usa, e in una mia riflessione embrionale sul tema crypto mi ero chiesto: potrebbero le stablecoin diventare i nuovi acquirenti di TBond sostituendo il ruolo delle banche centrali? Le parole di Bessent mi confermano che sono sulla buona strada, ma c’è ancora molto da studiare per arrivare a capire.