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Da quasi due settimane Jair Bolsonaro, ex presidente brasiliano di estrema destra, è in carcere per scontare una condanna a 27 anni e 3 mesi per tentato colpo di stato. Ha provato a lungo a evitare che la pena diventasse effettiva, coinvolgendo anche la moglie e i figli, senza riuscirci. Il prossimo ottobre in Brasile ci saranno le elezioni presidenziali: la destra sta cominciando a riorganizzarsi e a cercare un candidato unitario, con cui di fatto sostituire Bolsonaro.

Bolsonaro ha guidato le coalizioni conservatrici dal 2019, quando fu eletto presidente, e il suo “clan”, come viene definito in Brasile, resta tuttora influente. La scelta del prossimo candidato passerà anche dal suo sostegno: al momento il nome più forte e ricorrente è quello di Tarcísio de Freitas, il governatore dello stato di San Paolo. Ma non si escludono candidature di qualche membro della famiglia Bolsonaro, o scenari in cui la destra si presenti divisa al primo turno delle presidenziali, per poi ricompattarsi al ballottaggio per battere l’altro candidato, che dovrebbe essere l’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

I recenti sviluppi delle questioni legali di Bolsonaro, cominciate con il tentativo di sovvertire l’esito delle elezioni perse nell’ottobre del 2022, hanno in parte intaccato la popolarità dell’ex presidente e della sua famiglia. Dopo la condanna era stato messo agli arresti domiciliari, poi è stato portato in carcere per un goffo tentativo di togliersi la cavigliera elettronica: lui l’ha giustificato parlando di «allucinazioni indotte da farmaci».