La giornata più lunga per Askatasuna comincia all’alba, con il blitz delle forze dell’ordine che porta allo sgombero dello storico centro sociale torinese, e termina in serata con scontri tra gli agenti e i militanti che tentano di rientrare nell’edificio di corso Regina Margherita 47.

Tutto è iniziato alle prime ore del mattino, quando polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno bloccato la zona intorno allo stabile, hanno eseguito perquisizioni e hanno sgomberato il centro, occupato dal 1996 e protagonista di uno scontro politico legato al patto di “regolarizzazione” fra il Comune e un gruppo di cittadini. Durante l’operazione le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti nell’edificio. E proprio questo aspetto ha spinto il sindaco Stefano Lo Russo a far saltare l’intesa stretta con il centro sociale a poche ore dall’avvio del blitz. Nel pomeriggio, tensioni davanti all’edificio tra polizia e manifestanti in presidio, con uso di idranti per disperdere la folla. E in serata gli scontri, con i militanti che hanno tentano di rientrare dentro Askatasuna e la polizia che ha usato manganelli, idranti e lacrimogeni.

Blitz all’alba, murati gli ingressi: sgomberato il centro sociale

Nel corso dell’operazione, che ha coinvolto decine di agenti, le forze dell’ordine hanno portato via bombole del gas e porte e hanno chiuso l’acqua allo stabile. La Digos ha autorizzato gli attivisti a recuperare due gatti rimasti all’interno e altro materiale. Poco dopo sono iniziate le operazioni per murare gli ingressi dell’edificio, che risulta di fatto sgomberato.