Dallo spazio alla robotica, passando per sostenibilità e salute: le eccellenze scientifiche e tecnologiche italiane sono state al centro di un incontro al Consolato generale d'Italia di San Paolo, guidato da Domenico Fornara, organizzato in occasione del "Giorno nazionale dello Spazio".

L'evento ha riunito istituzioni e imprese per fare il punto su uno dei settori più dinamici e strategici dell'economia contemporanea, con particolare attenzione alle tecnologie spaziali.

"Il progetto mira a far conoscere al pubblico brasiliano alcune delle eccellenze tecnologiche e scientifiche italiane", ha spiegato all'ANSA il console generale Fornara.

"La nostra missione è promuovere le eccellenze italiane all'estero per favorire investimenti, in questo caso nella scienza e nella tecnologia", ha aggiunto, sottolineando l'importanza di rendere la scienza accessibile e comprensibile, anche attraverso esempi concreti come l'uso dei satelliti per la navigazione o la prevenzione dei disastri naturali. L'iniziativa nella metropoli brasiliana e ha visto la partecipazione deii rappresentanti dell'Agenzia spaziale brasiliana (Aeb), di Telespazio Brasil - del gruppo Leonardo - e della giornalista scientifica e divulgatrice italiana Barbara Gallavotti. La professionista, con il sostegno del consolato, conduce su TV Cultura il programma "Innovazione Italia", dedicato alla promozione di poli di eccellenza scientifica e tecnologica italiani in quattro città chiave: Torino per lo spazio, Roma per sostenibilità e salute, Bologna per la protesistica e Genova per robotica e intelligenza artificiale. Nel corso del suo intervento Gallavotti ha messo in guardia da una "carenza nella comunicazione del sapere scientifico", che ha contribuito a generare delusione in una parte della popolazione. "Quando ci si accorge che la tecnologia non può risolvere tutti i problemi, nasce una forte disillusione che porta alcuni a rifiutarla in blocco", ha osservato, ricordando che la tecnologia da sola non può riparare i danni ambientali senza un impegno collettivo. "Confrontarsi con i propri limiti è profondamente umano: è qualcosa che la tecnologia non può fare al posto nostro", ha concluso.