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Ultimo aggiornamento: 14:41
Giorgia Meloni scioglie ogni dubbio e sceglie di non tirare troppo la corda con Coldiretti. A poche ore dalla protesta organizzata a Bruxelles, dove sono attesi circa 12mila agricoltori e un migliaio di trattori, pronti a manifestare contro le politiche della Commissione europea, in primis i tagli alla Politica agricola comune e il Mercosur, la premier esprime quella che, ad oggi, è la posizione dell’Italia sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La storica firma era prevista per il 20 dicembre, in Brasile. “Riteniamo che firmare l’accordo nei prossimi giorni, come ipotizzato, sia ancora prematuro. È necessario attendere che il pacchetto di misure aggiuntive a tutela del settore agricolo sia perfezionato e allo stesso tempo illustrarlo e discuterlo con i nostri agricoltori” ha detto Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. Perché i trattori protesteranno mentre sarà in corso il Consiglio europeo nel quale si discuterà anche del bilancio europeo e in cui all’Italia – sul fronte Mercosur – spetterà il ruolo dell’ago della bilancia tra Paesi favorevoli, come Germania e Spagna e contrari, come Polonia, Austria e Francia. Che, per inciso, nei giorni scorsi ha chiesto di rinviare il voto. Il presidente Emmanuel Macron ha ribadito la posizione di Parigi: “Si opporrà in maniera molto determinata” ad un eventuale “atto di forza” dell’Ue per l’approvazione del trattato. I due Paesi sono sostanzialmente allineati, ma per l’Italia il terreno resta molto scivoloso.
















