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Il futuro non è una sentenza già emessa, né una trama segreta svelabile da un mazzo di carte. Il futuro ce lo costruiamo ogni giorno, è il prodotto delle scelte che facciamo
Caro Direttore,
leggendo un'inchiesta sui maghi e cartomanti, colpisce un dato più di tutti: il 16% degli italiani ricorre almeno una volta a queste pratiche. Un fenomeno che muove un giro d'affari di circa 6 miliardi di euro, coinvolge 12 milioni di persone e registra un'evasione fiscale al 98%. La fattura d'amore si paga, quella fiscale no. Non è solo un problema di soldi: è un problema culturale. La superstizione attecchisce tra i più fragili, anziani e persino ragazzi, come dimostra la tragedia di Daniele Ponzo. In un Paese che si proclama moderno, l'illusione di controllo sul futuro diventa terreno fertile per truffatori che sfruttano la credulità e ora persino l'intelligenza artificiale. La domanda è semplice: vogliamo continuare a tollerare che la disperazione di chi cerca risposte su salute, amore e lavoro venga trasformata in business nero? O vogliamo finalmente chiamare queste pratiche con il loro nome: truffe? La vera magia sarebbe uno Stato che interviene con controlli seri e una società che educa al pensiero critico. Perché la speranza non si compra a 50 euro la telefonata. Caro Feltri, cosa ne pensa lei della cartomanzia, pratica che proprio in questo periodo di fine anno e inizio anno sembra diffondersi con ancora più forza?






