La sentenza è diventata definitiva e ora un pakistano residente a Novellara (Reggio Emilia) è finito in carcere, dove deve scontare una pena di poco inferiore a due anni, per maltrattamenti in famiglia e induzione al matrimonio della figlia. Alla ragazza, oggi poco più che ventenne, l’uomo diceva: “Sposati o farai la fine di Saman”, ovvero Saman Abbas, la 18enne sua connazionale uccisa dai famigliari nel 2021 nella stessa Novellara.

La ragazza è nata in Pakistan, paese che ha lasciato piccolissima dopo la morte della madre, avvenuta ufficialmente per cause naturali. A Novellara è cresciuta con il padre, la moglie dell’uomo e i fratelli nati da questa unione.

Almeno dal 2008 al 2023 però, secondo quanto appurato dai carabinieri reggiani, la sua non era più vita: le veniva impedito di uscire di casa, di proseguire gli studi, di cercare un lavoro e in generale avere contatti col mondo esterno. Gli adulti di riferimento le dicevano che era musulmana e che per questo doveva tenere "comportamenti adeguati", invitandola poi a diffidare degli assistenti sociali da cui era seguita. Gli stessi operatori, infine, l'hanno collocata in una comunità dopo che il padre le aveva prospettato un viaggio in Pakistan che la giovane aveva rifiutato.