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Per più di due anni Jared Kushner, il genero del presidente statunitense Donald Trump, ha cercato di realizzare un progetto immobiliare molto contestato a Belgrado, in Serbia. Il progetto prevedeva la costruzione di un complesso residenziale extralusso dove ora c’è la sede dell’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo. Era problematico per almeno due motivi: perché il palazzo ha grande importanza storica per la Serbia; e per come il governo serbo, controllato dal presidente Aleksandar Vučić, lo ha facilitato. Lunedì però Affinity Partners, l’azienda di investimento di proprietà di Kushner, ha detto che si ritirerà dal progetto: la decisione è stata presa dopo che in Serbia quattro persone, tra cui un ministro, sono state accusate di abuso d’ufficio per il modo in cui hanno gestito la questione.

L’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo è in pieno centro a Belgrado, ed è un palazzo diroccato. È così dal 1999: al tempo la Serbia faceva parte della Jugoslavia, insieme a Montenegro e Kosovo. L’edificio, che in serbo è comunemente chiamato generalštab (riprendendo la parola dal tedesco: si pronuncia ghèneralshtab), venne gravemente danneggiato dai bombardamenti che la NATO fece contro la Jugoslavia, per spingerla a ritirare l’esercito dal Kosovo. Nonostante la posizione centralissima non è mai stato restaurato, diventando una sorta di memoriale.