In occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dall'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) in collaborazione con l'Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, il presidente Roberto Pietrantonio ha tenuto un discorso appassionato, partendo dalla celebrazione dei 75 anni dell'associazione per tracciare un bilancio del settore e lanciare un forte appello alle istituzioni europee e italiane.

L’evoluzione della nostra mobilità

Settantacinque anni di associazione, ha ricordato, partendo da un'Italia con strade polverose, biciclette e pochissime auto "straniere" – così si chiamavano allora, come se fossero ospiti esotiche in un Paese ancora stordito dalla guerra. "L'Italia cresce quando dialoga", ha detto, citando Einstein per imparare dal passato e sognare il futuro. Parole nobili, che suonano quasi commoventi in bocca a chi rappresenta oltre il settanta per cento del mercato automobilistico, miliardi di fatturato, decine di migliaia di posti di lavoro.

Un momento difficile

Poi è arrivato al presente, all'Europa "nel momento più complesso dalla sua nascita". Crisi geopolitiche, economiche, industriali: obiettivi ambiziosi sulla sostenibilità, regolati "con ambizioni eccessive e poco ascolto". Costruttori e consumatori messi di fronte a target irrealistici, senza investire abbastanza nei "fattori abilitanti". Il regolamento 2035 come un "buco" nella politica industriale.