SELVA DI CADORE (BELLUNO) - Ore 12 di una giornata dalla luce apparentemente estiva. Eppure siamo a metà dicembre e a 2.000 metri. Nel fermo immagine tiene in mano un cantarello, meglio conosciuto in zona come fungo gialletto. Il volto è sorridente, ma al contempo stupito. Il video inizia e il tono della voce è quasi imbarazzato, perchè viene da chi la montagna la vive da 44 anni: «14 dicembre. È appena arrivata una ragazza salita dal bosco e ci ha portato un fungo. È fresco e ha un profumo meraviglioso. Questo è sconvolgente».

Il post è di Michela Torre che assieme alla famiglia da 40 anni gestisce il ristoro Belvedere a Cima Fertazza, a 2.080 metri di altitudine in comune di Selva di Cadore, proprio sulle piste da sci dello Ski Civetta. Lassù di neve ora ce n'è pochissima e le piste sono innevate artificialmente. Dove il sole batte maggiormente la montagna è quasi totalmente sgombra dal manto nevoso. Michela vive le stagioni lassù da quando ha 4 anni, e se di mesi di dicembre senza neve ne ricorda, temperature così elevate no. «Tanta gente ha assistito alla scena - spiega Torre - durante una passeggiata poco sotto il rifugio una ragazza ha trovato un fungo e me l'ha portato. L'ho schiacciato e con mio grande stupore ho notato che era fresco, con il colore di un giallo naturale, tipico di un fungo appena nato, non come se fosse stato congelato dal freddo. Al massimo poteva avere due o tre giorni. D'altro canto quassù, specie a sud, il terreno non è gelato ed è tutto pulito. La natura completamente sfasata e a 2.000 metri la temperatura non sta andando sotto zero da almeno cinque notti, anche se già lo scorso anno si notava la quota neve che si era alzata a 1.900 metri. Fuori dalla mia abitazione, a 1.500 metri di quota, ho le calendule, due settimane e mezzo fa abbiamo avuto per alcuni giorni un cervo che bramiva in piena notte».