Nella grotta di Rio Martino, a oltre 1500 metri di quota sopra Crissolo, l’inverno ha lasciato una firma inattesa. Non era nei protocolli, né nelle schede di monitoraggio: i tecnici del Parco del Monviso, entrati nei giorni scorsi nelle viscere della montagna per il consueto controllo dei pipistrelli in letargo, si sono trovati davanti a uno spettacolo che somigliava più a una visione che a un dato scientifico.
Dove di solito dominano l’ombra e il silenzio, erano comparse colonne trasparenti, nate non dalla roccia ma dall’acqua e dal freddo. Stalagmiti sì, ma di ghiaccio puro. Fragili cattedrali effimere, scolpite goccia dopo goccia dal gelo che filtra dall’esterno, sospese tra il pavimento della grotta e il buio della volta.
Un regalo dell’insolito inverno ricco di neve e freddo, come non si registrava da diversi anni.
La grotta di Rio Martino è una riserva naturale gestita dal Parco del Monviso e uno dei siti carsici più noti del territorio. Nel suo ramo inferiore è normalmente visitabile dai turisti, accompagnati dalle guide di Monviso Tourism. Ma in questo periodo dell’anno l’accesso è interdetto: è il tempo del riposo dei chirotteri (i pipistrelli), che qui trovano rifugio per superare l’inverno, protetti da un microclima stabile e da un silenzio necessario.






