Il cantautore e rapper di Rapallo presenta in anteprima al Secolo XIX la versione acustica di “Caramelle”
Brisekk
Genova - «“Caramelle” è uno dei brani preferiti del mio ultimo disco “Zenit”: parla di dipendenze, di fragilità, di una ferita in cui in tanti possono rispecchiarsi. Mette al centro esperienze vissute, che sono state superate. La narrazione e la retorica del vincente, però, non mi interessano, voglio solo raccontare e raccontarmi». Brisekk, rapper e cantautore di Rapallo, classe 2000, all’anagrafe Alessandro Briseda, una delle penne più interessanti del territorio, presenta in anteprima per il Secolo XIX la versione acustica di “Caramelle”, suonata insieme ad Alberto De Scalzi e Michele Genta, negli spazi del RoomStudio, con la direzione di Mattia Lopez. Un pezzo profondo e personale che come un pianeta fa parte dell’universo di “Zenit”, il suo ultimo progetto discografico.
«È un album che ho fatto per comunicare, per sfogarmi – dice Brisekk – sono in una fase del mio percorso in cui non mi frega nulla di “spaccare”, voglio solo vomitare fuori quello che ho dentro. Tante ragazze e ragazzi mi hanno scritto messaggi bellissimi ascoltando “Zenit”, mi fanno comprendere che hanno capito il mio viaggio. Il disco contiene della speranza, delle luci». È composto da dodici pezzi. «Sei li ho pubblicati durante l’anno, sei erano inediti – prosegue – ogni strumento dell’album è suonato, questo voglio sottolinearlo perché è stato fatto un grande lavoro sulla pasta sonora del progetto, il tutto in funzione dei live. Ecco, mi piacerebbe che il disco avesse il suo respiro, che la gente lo ascoltasse, si prendesse del tempo per farlo suo e poi portarlo sul palco per poterlo cantare con chi ha approfondito».







