TREVISO - Uscita, volontariamente, dal gruppo della Lega in consiglio regionale adesso Sonia Brescacin è di fatto anche fuori dal partito. E non poteva essere diversamente. Un vero e proprio terremoto quello che è capitato ieri mattina nel Carroccio. Verso le 9 l'ex sindaco di San Vendemiano, e con già due mandati da consigliere regionale alle spalle e pronta per affrontare il terzo, ha mandato un comunicato stampa in cui annunciava quello che era già nell'aria fin da sabato: la decisione di lasciare il gruppo del Carroccio e passare a quello misto. Il motivo non è stato spiegato molto chiaramente, ma va ricercato nel mancato ingresso nella giunta regionale. Brescacin era data come assessore al Sociale in pectore per via della sua esperienza in consiglio e per gli anni passati alla guida della commissione regionale.

Sulla carta, era la più indicata e gettonata. Ma all'ultima curva è stata superata da Paola Roma. L'addio al gruppo leghista ha preso tutti in contropiede. Per primo Dimitri Coin, segretario provinciale, che però aveva già intuito che qualcosa non andava. L'assenza della Brescacin alla convention di sabato al BhR Hotel, dove una buona fetta di militanti si sono riuniti per celebrare il successo alle ultime elezioni, era un segnale che diceva molto. «Sonia non è venuta perché influenzata», ripeteva Riccardo Barbisan, assessore al Bilancio trevigiano ritornato in Regione e già con i gradi di capogruppo metaforicamente sulle spalle. Ma è parso chiaro che l'influenza era più che altro "diplomatica", sotto covavano invece delusione e rabbia. La domenica è poi passata senza grandi scossoni, anche se l'ipotesi di un gesto clamoroso della Brescacin prendeva sempre più corpo.