TREVISO - L’esclusione di Sonia Brescacin dalla giunta regionale agita la Lega della Marca. Il governatore Alberto Stefani ha preferito puntare su Paola Roma, ormai ex sindaco di Ponte di Piave, nominandola assessore al sociale. E Brescacin, ex sindaco di San Vendemiano, fino a prima delle elezioni presidente della commissione regionale Sanità e sociale, è rimasta fuori. Molti militanti trevigiani, già colpiti dallo spostamento del baricentro politico su Padova, non l’hanno presa bene.
«Brescacin ha conquistato oltre mille preferenze in più di Roma», fanno notare riferendosi ai 9.539 voti personali della prima, dietro solo all’irraggiungibile Zaia, contro gli 8.485 della seconda. L’esperienza, pur diversa, non manca a nessuna delle due. Anche se c’è chi fa notare che Brescacin ha pure il titolo di segretario comunale. Lei per ora è rimasta in silenzio. Tutti hanno notato la sua assenza all’assemblea della Lega organizzata sabato al Bhr di Quinto. «Ha l’influenza», la spiegazione ufficiale. Ha pesato il posizionamento nel partito? Nel Carroccio trevigiano c’è chi assicura che Roma è vicina a Riccardo Barbisan, vice di Stefani nella segreteria della Lega del Veneto, oggi capogruppo regionale in pectore, e che per questo è stata scelta fin dall’inizio per provare a scalzare Brescacin, legata all’amministrazione Zaia, dalla rampa di lancio per l’assessorato.






