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16 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:07

Dietro l’assedio statunitense sul Venezuela non c’è solo il petrolio – di cui il Paese vanta le più grandi riserve a livello mondiale -, ma anche minerali critici, tra cui coltan ed elementi di terre rare, spesso legati alla transizione ecologica. Tali risorse naturali sono state tirate in ballo nelle recenti trattative tra Caracas e Washington laddove Nicolás Maduro avrebbe “offerto di tutto” – parole di Trump – pur di restare al potere mentre a inizio novembre, all’American Business Forum, María Corina Machado ha parlato del suo Paese come hub energetico delle Americhe e prossima “frontiera dell’innovazione”.

Ma la realtà va già oltre la fantasia e c’è già un flusso costante di terre rare che partono dal Venezuela, passano dalla Colombia, attraverso la guerriglia dell’Eln, Ejército de liberación nacional, e raggiungono la Cina, il grande monopolista di minerali critici, che li trasforma ed esporta in Europa. Dal gigante asiatico proviene il 98% delle terre rare che raggiungono l’Unione europa e che poi ci troviamo negli scaffali, sotto forma di smartphone e auricolari, nelle vetture elettriche e in altri beni di consumo.