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Il giuramento allo Stato islamico nel 2019, campo di addestramento nelle Filippine

Ieri il sole di Bondi Beach non si è riflesso sull'oceano, ma sulle crepe di un'illusione infranta: il luogo preciso in cui l'Australia ha capito, con dolore, di non essere più al sicuro. Il giorno dopo la strage, Sydney si sveglia con 16 morti, decine di feriti (6 in condizioni critiche) e il volto di una bambina di dieci anni che non tornerà a casa. Si chiamava Matilda, era una studentessa della Harmony Russian School di Bellevue Hill, ed è la vittima più giovane del massacro jihadista che ha trasformato la celebrazione ebraica di Hanukkah in un incubo. La sua morte, più di ogni dato, racconta la brutalità di quanto accaduto.

Sajid e Naveed Akram, padre e figlio, artefici materiali della strage, non erano "schegge impazzite". Avevano giurato fedeltà allo Stato Islamico già nel 2019, secondo quanto rivelato dall'Asio, l'intelligence interna australiana. Naveed era noto ai servizi da almeno sei anni: attenzionato dopo lo smantellamento di una cellula Isis a Sydney, era in contatto con Isaak El Matari, oggi in carcere con una condanna a sette anni per aver pianificato un'insurrezione jihadista come autoproclamato comandante australiano del Califfato. Eppure, nonostante questo passato, Naveed possedeva regolarmente un'arma da fuoco.