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Cinquant’anni uno, 24 l’altro. Il primo morto il secondo catturato. I legami con il Califfato

Mentre l'Australia si trova a fare i conti con un inferno improvviso, i dettagli sulla sparatoria che ha coinvolto padre e figlio stanno lentamente emergendo, dipingendo un quadro inquietante di radicalizzazione silenziosa e dinamiche familiari complesse.

Il giovane tiratore, Naveed Akram, 24 anni, è stato arrestato dalla polizia dopo aver partecipato all'attacco che ha visto la morte del padre Sayd, coautore della sparatoria. Secondo le autorità, il cinquantenne, appassionato di armi, deteneva regolarmente sei tra pistole e fucili, ma la sua partecipazione all'attacco non è stata una sorpresa per le forze dell'ordine che lo avevano attenzionato da almeno quattro mesi. Il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, ha dichiarato che le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e ha evitato di commentare sull'opportunità di aver permesso al padre di detenere armi da fuoco, definendo prematuro qualsiasi intervento sul tema. Lanyon ha però ribadito l'intenzione di approfondire ogni aspetto dell'attacco e di evitare speculazioni premature: «Vogliamo arrivare alle circostanze di tutto ciò che è accaduto ieri e a ciò che l'ha scatenato», confermando che la polizia sta cercando di raccogliere informazioni precise e accurate, anche e soprattutto su piste legate al mondo jihadista.