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Era pronto a combattere in Siria. E istigava altri amici a giurare fedeltà all'Isis tramite diversi profili social

Sempre più minori finiscono vittime delle lusinghe della jihad, imbevuti di odio dai social islamici si dicono pronti a morire per Allah, capaci come sono di realizzare bombe e ordigni. L'operazione dei Ros e dei Comandi provinciali di Milano e Pavia di ieri è purtroppo solo l'ultima di una lunga serie. Su richiesta della Procura minorile il gip del tribunale dei Minori ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ragazzo di origine tunisina, residente nel Pavese. Il copione è sempre lo stesso: minori di origine maghrebina o provenienti da Paesi musulmani del Sudest asiatico, italiani di seconda o terza generazione che durante il Covid si sono autoradicalizzati attraverso un semplice click nelle troppe piattaforme social internazionali che sfruttano il disagio di ragazzi ai margini della società per addestrarli al martirio, complice anche l'odio contro Israele cresciuto da due anni a questa parte con il conflitto a Gaza nato dopo il 7 ottobre.