Tassisti in protesta davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per chiedere "più controlli contro gli abusivi e contro l'invasione di Ncc che lavorano come taxi grazie alla nota applicazione americana" cioè Uber. La protesta è iniziata con un corteo di auto bianche che è arrivato in piazza Scala suonando i clacson e congestionando il traffico del centro cittadino. I tassisti hanno poi srotolato davanti alla sede del Comune un grande striscione con la scritta: 'Nel nome del vostro libero mercato ci volete ridurre schiavi, in ginocchio'. Sono diverse decine le persone arrivate in piazza per protestare, che urlano anche insulti contro il sindaco della città Giuseppe Sala.
Non tutte le sigle però hanno deciso di essere in piazza, pure condividendo i motivi della protesta. "Quello che non condividiamo sono i tempi della protesta e gli obiettivi - spiegano in una nota le sigle Tam, Satam Unione artigiani, Consultaxi, T.asso Taxi Confartigianato, Ugl Taxi Milano, Unica Taxi Cgil , Uritaxi Milano -. Se i rappresentanti sindacali che hanno proclamato il presidio non avessero semplicemente risposto a una richiesta di una parte della base arrabbiata ma poco informata della categoria, ma avessero prestato maggiore attenzione agli incontri istituzionali e ai confronti con i loro referenti nazionali, forse non sarebbero sfuggiti loro alcuni particolari importanti".






