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Ultimo aggiornamento: 13:08
Ha atteso la sua telefonata di auguri, nel giorno del suo compleanno. Ma quella chiamata non è mai arrivata. Armanda Colusso parla a Repubblica del messaggio mai arrivato da parte del figlio Alberto Trentini, il cooperante italiano di Venezia detenuto da 395 giorni nel carcere El Rodeo I di Caracas senza che nessuna accusa sia mai stata formalizzata. “Povero Alberto, si sarà illuso di poterci chiamare. Lui non dimentica mai la data del mio compleanno. Io ho atteso inutilmente quella telefonata perché avevo bisogno di sentire il timbro della sua voce e di capire come vive questa situazione così dolorosa e ingiusta”.
Solo pochi giorni fa Armanda era intervenuta a Tutta la città ne parla per sollecitare ancora una volta il governo a riportare a casa il figlio, dopo che a metà novembre aveva di nuovo sottolineato – affiancata dall’avvocata Alessandra Ballerini – l’immobilismo del governo italiano, in un’attesa diventata insopportabile. “Non sono in grado di dare una risposta esatta, anche perché probabilmente non conosciamo tutte le azioni intraprese – dice a Repubblica -. Secondo me bisogna cambiare strategia: occorrerebbe designare una persona che sappia rapportarsi con Maduro e con i suoi collaboratori, perché se dopo 395 giorni di prigionia non ci sono risultati, qualcosa non sta funzionando. Sappiamo bene che i carcerieri di Alberto sono in Venezuela e non in Italia, ma occorre convincerli a restituirci nostro figlio”.








