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Domenica sera (mattinata in Italia) c’è stato un attacco armato a Bondi Beach, una delle spiagge più famose e frequentate di Sydney, in Australia: due uomini hanno sparato contro la folla a un evento della comunità ebraica locale organizzato in occasione della prima sera di Hanukkah, una delle festività più importanti dell’ebraismo. I due attentatori hanno ucciso 15 persone e ne hanno ferite altre 40, 27 delle quali sono ancora in ospedale, sei in condizioni critiche. Il capo della polizia del New South Wales (lo stato in cui si trova Sydney), Mal Lanyon, ha detto di considerare quanto successo un attacco terroristico e il primo ministro australiano Anthony Albanese lo ha definito un «vile atto di antisemitismo».

I responsabili sono stati identificati come Sajid Akram e Naveed Akram, e sono padre e figlio. I due uomini hanno iniziato a sparare poco prima delle 19 ora locale (le 9 italiane) da una posizione sopraelevata su un sovrappasso pedonale che porta alla spiaggia dove era stato organizzato l’evento “Hanukkah in riva al mare”. Si stima che sul posto ci fossero oltre mille persone. Le persone uccise hanno un’età compresa fra i 10 e gli 87 anni: fra loro c’era anche l’assistente rabbino che aveva organizzato l’incontro, Eli Schlanger, e un uomo sopravvissuto alla Shoah, Alex Kleytman.