Almeno 50 colpi di fucile contro le famiglie riunite in riva al mare per celebrare la festività ebraica di Hanukkah, il festival delle luci dell'ebraismo : è finito nel sangue, con una delle più gravi stragi d'odio antisemita al di fuori di Israele - 16 morti e almeno 29 feriti - un pomeriggio di festa a Bondi Beach, la celebre spiaggia di Sydney, in Australia.
Al momento non è chiaro se il bilancio aggiornato delle vittime includa uno dei due uomini armati. La polizia ha dichiarato in precedenza che uno dei presunti aggressori era stato ucciso, mentre un altro era in condizioni critiche.
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Sydney, panico per la sparatoria a Bondi Beach
Due uomini hanno aperto il fuoco sulla folla: uno è stato ucciso, l'altro è gravemente ferito. A neutralizzarli l'intervento della polizia ma anche il coraggio di un passante che ha disarmato a mani nude uno degli attentatori. Prima però gli attentatori hanno fatto in tempo a seminare il terrore: tra le vittime ci sono anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, una bambina di 12 anni e un sopravvissuto all'Olocausto. Due agenti di polizia sono gravissimi. Una carneficina, che poteva essere persino più grave: la polizia ha trovato rudimentali ordigni esplosivi su un veicolo nella zona dell'attacco. Di uno degli attentatori è noto il nome: Naveed Akram, 24 anni. Fonti informate parlano di origini pakistane ma le autorità non confermano. La sua casa, nella zona sud-occidentale di Sydney, è stata perquisita e più tardi ne è uscito un uomo ammanettato. "Uno di questi individui ci era noto, ma non in una prospettiva di minaccia immediata" ha fatto sapere l'intelligence di Canberra. Anche due donne sono state portate via dalla polizia. Le indagini proseguono. "Un atto di malvagio antisemitismo che ha colpito al cuore la nazione - ha commentato intanto il primo ministro Anthony Albanese - Il male che si è scatenato a Bondi Beach è incomprensibile".












