A sollevare la questione sono le imprese che gestiscono gli impianti di risalita: «Senza aumentare il flusso di turisti che fanno le settimane bianche, le nostre imprese non riescono a essere competitive». Lo dice Nicola Bosticco, consigliere in provincia di Torino per Anef, l’Associazione degli esercenti funiviari, davanti ad una platea di operatori del settore, in occasione di un convegno organizzato da Confindustria Piemonte e Unioncamere sul turismo e la montagna. Al Piemonte “sta stretto” il modello tradizionale basato su seconde case, turismo di prossimità e tutto esaurito solo nel week end, che di fatto neanche le Olimpiadi invernali del 2006 sono riuscite a correggere, se non parzialmente. In questi dieci anni la ricettività è cresciuta, ma non abbastanza. E il modello di fruizione della montagna piemontese è ancora lontano da quello trentino o valdostano, più centrato su settimane bianche e turismo di lungo e medio raggio.

Il focus

Lo studio elaborato da Nomisma per Unicredit non lascia dubbi: dal 2019 al 2024 è aumentato il numero di strutture ricettive - da 6.600 a 7.100 - ma grazie all’aumento di quelle extralberghiere, quasi 600 in più, che rappresentano in Piemonte oltre l’81% dell’offerta. Se si guarda in particolare alla densità ricettiva, cioé la presenza di esercizi ricettivi per chilometro quadrato, il Piemonte registra un terzo della densità media italiana - o,3 contro 0,9 - con alcune punte, tra le località di montagna, a Sauze d’Oulx (3,23) e Claviere (5,58). Uno degli indicatori elaborati dall’Osservatorio sul Turismo implementato dall’istituto di credito e da Nomisma guarda all’intensità turistica, cioé alla presenza di turisti sulla popolazione che in Piemonte si aggira sul 3,4, un punto e mezzo sotto la media dell’Italia, con in media il 44,5% di turisti stranieri contro il 53% dell’Italia, quota che si aggira su circa un terzo delle presenze per Sestriere e Bardonecchia. In linea generale poi, tra le prime 100 posizioni di località italiane classificate in base al Ranking per tourism, indicatore messo a punto da Nomisma, entra solo Torino, all’ottavo posto mentre la prima località montana del Piemonte è Sauze d’Oulx in posizione 232.