In un momento di trasformazione profonda per il sistema dell’arte, le fiere internazionali continuano a rappresentare osservatori privilegiati per leggere le dinamiche del mercato e anticiparne gli sviluppi. Durante Art Basel Miami Beach, ultimo appuntamento dell’anno, abbiamo incontrato Vincenzo de Bellis, direttore di tutte le fiere del network Art Basel, per discutere di presente e futuro di un ecosistema in rapido mutamento. Con lui abbiamo analizzato il ruolo sempre più strategico delle fiere e le sfide che attendono il brand Art Basel nei prossimi anni. Uno sguardo particolare è rivolto al 2026, quando il gruppo inaugurerà una nuova fiera a Doha, segnando un’espansione significativa verso un’area geografica in piena crescita culturale ed economica. In questa conversazione de Bellis racconta visione, priorità e aspettative per un settore che, nonostante le incertezze globali, continua a dimostrarsi vivace, competitivo e in continua evoluzione.
In questa fase di ridefinizione del sistema, quali compiti devono assolutamente assolvere le fiere d’arte?
Le fiere sono luoghi in cui si scoprono le novità e, soprattutto, dove si può vedere l’arte dal vivo — un elemento essenziale. Per questo svolgono un ruolo chiave nel riunire tutto in un unico luogo e, nel caso delle fiere più importanti, nel offrire una fotografia precisa del sistema in un determinato momento. Allo stesso tempo sono un potente attrattore per il territorio che le ospita, una funzione che non devono perdere e che richiede continua innovazione. Non possiamo più pensare che il mondo dell’arte si esaurisca tra Europa e Stati Uniti: occorre esplorare nuovi mercati, non solo dal punto di vista economico ma anche come centri di produzione artistica.







