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Ultimo aggiornamento: 10:32
Le bandiere a mezz’asta in tutta l’Australia segnano il lutto di un Paese sotto choc per la strage di Bondi Beach, dove due killer hanno ucciso almeno 15 persone – 16 con uno degli attentatori – durante la cerimonia della festa ebraica di Hanukkah e ne hanno ferite oltre 40. La vittima più giovane è una bimba di 10 anni, Matilda. Stava festeggiando insieme alla famiglia ed è deceduta in ospedale per le ferite riportate. Ad aprire il fuoco sono stati padre e figlio, come ha confermato il capo della polizia Mal Lanyon: il padre Said Akram, di circa 50 anni, è morto sul luogo dell’attentato e da dieci anni possedeva legalmente licenze per la detenzione di armi. Il figlio Naveed, 24 anni, è invece rimasto ferito in modo grave. La tv australiana Abc, citando il servizio d’intelligence interna di Canberra Australian Security Intelligence Organisation (Asio), ha riferito che “i due avevano giurato sottomissione all’Isis nel 2019, ma malgrado ciò, Said aveva un regolare porto d’armi. “Ha sei armi da fuoco registrate a suo nome. Siamo certi di aver recuperato sei armi da fuoco dalla scena del crimine ieri”, ha riferito il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud Mal Lanyon, aggiungendo che la polizia ritiene che solo due persone siano coinvolte nell’attacco e dunque non sta cercando nessun altro che sia “direttamente coinvolto”.











