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Sospetti su Hamas anche per l'attentato sventato a un mercatino natalizio in Baviera
La strage sulla spiaggia di Sidney, per la festa ebraica delle luci, era annunciata e può capitare anche da noi, in Europa o in Italia. Le marce pro Pal nelle strade australiane, gli incessanti attacchi antiebraici, la normalizzazione del discorso antisemita e le accuse di genocidio contro Israele hanno creato le condizioni per l'attentato.
Il riconoscimento dell'Australia dello stato palestinese non è servito a evitare il peggio. L'Asio, l'agenzia di intelligence, conferma che uno dei terroristi era già segnalato nelle liste di sorveglianza. Uno dei cecchini è stato identificato come Naveed Akram, probabili origini pachistane con una patente australiana dal 2000. I sospetti si concentrano sul gruppo del terrore pachistano Lashkar-e-Taiba, legato ad Al Qaida, Hamas ed Hezbollah. E pure sull'Iran degli ayatollah già chiamato in causa per avere infiltrato armi nel paese e creato "cellule di incitamento" alla violenza sui social per alimentare possibili attacchi. Al di là dei nomi dei responsabili la matrice è sicuramente jihadista, il movente la tragedia di Gaza e l'obiettivo colpire gli ebrei. L'ondata di manifestazioni pro Pal, ben poco pacifiche, hanno alimentato odio e contrapposizione, fornendo ai terroristi l'alibi per tirare il grilletto. E forse c'è di peggio: poche ore prima gli israeliani hanno ucciso a Gaza, Raed Saad, il numero due delle brigate Ezzedine al Qassam, la costola armata di Hamas. L'operazione fa parte del tentativo di arrivare alla seconda fase del disarmo di Hamas previsto dal piano di pace americano.






