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Hamas non mancherà di rivendicare la capacità d'influenzare l'opinione pubblica internazionale a colpi di massacri e presa di ostaggi

Una cosa è certa il riconoscimento della Palestina annunciato da Regno Unito, Australia e Canada - e seguito oggi da Francia e Portogallo - rappresenta una svolta diplomatica altamente sensazionale. Ma anche una cinica mossa di politica interna. Una mossa capace di regalare qualche consenso in più a due leader in crisi come il premier inglese Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron senza garantire benefici reali né alla causa palestinese né alla tragedia di Gaza. O peggio di rivelarsi addirittura controproducente.

Da una parte infatti, come già propone il ministro Itamar Ben Gvir, Israele potrebbe rispondere con l'immediata annessione della Cisgiordania. Dall'altra Hamas non mancherà di rivendicare la capacità d'influenzare l'opinione pubblica internazionale a colpi di massacri e presa di ostaggi. Senza contare l'ulteriore divaricazione diplomatica tra i Paesi occidentali fautori del riconoscimento e un'America di Donald Trump schierata con pochi distinguo a fianco di Benjamin Netanyahu.