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Hamas, agli occhi della sinistra accademica, non è un gruppo terroristico, ma una resistenza leggendaria, eroica, romantica
Gli intellettuali non mancano certo di opinioni, ma quando un tema scotta davvero, quando la controversia diventa un campo minato morale e politico, c'è un rifugio a cui ricorrono spesso: definirlo «complesso».
La guerra a Gaza è uno di quei casi. E sì, la storia intricata, le ferite religiose mai rimarginate, i conflitti culturali e geopolitici rendono davvero complessa la questione israelo-palestinese. Ogni parte accusa l'altra di ignoranza, sventola le proprie verità e rivendica il possesso esclusivo dei fatti. Ma qui voglio fare una premessa necessaria: non sono un esperto di Medio Oriente. Non parlo né ebraico né arabo. Non ho mai visitato né Israele né Gaza, ma conosco bene la politica americana. E so riconoscere le ombre che questa guerra ha proiettato dentro casa nostra.






