Se i nostri ricordi avessero una manopola capace di modularne l’intensità, abbassando i traumi legati alle brutte esperienze e amplificando invece i momenti felici, probabilmente saremmo più sereni. Uno studio del Politecnico di Losanna (Epfl), che per le sue implicazioni fa venire in mente il film Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry, ha identificato proprio questa “manopola”: un gene, Arc, che permette di regolare la forza dei ricordi, come dimostrato su modelli animali.

Così il cervello spazza via i brutti ricordi

DALLA NOSTRA INVIATA VALERIA PINI

14 Maggio 2025

"La domanda da cui siamo partiti è: come fa il cervello a conservare ricordi che durano una vita, quando le molecole che lo compongono si rinnovano continuamente?", spiega Davide Coda, ricercatore in neuroepigenetica all’Epfl e primo autore dello studio. "Francis Crick, il co-scopritore del DNA, ipotizzò che i neuroni usassero il DNA come una “lavagna” su cui l’esperienza lascia cicatrici epigenetiche. Ma finora si erano viste solo correlazioni: certi cambiamenti epigenetici comparivano quando nasceva un ricordo, ma non si sapeva con certezza se fossero necessari alla permanenza del ricordo stesso. Il nostro studio dimostra proprio questa causalità".