Dopo anni di resistenze, SpaceX sembra pronta a fare il grande salto e diventare una società quotata in Borsa. Secondo quanto riportato da diverse testate, e confermato da Ars Technica, l’azienda starebbe pianificando un’offerta pubblica iniziale (Ipo, ovvero la prima vendita di azioni al pubblico) per il prossimo anno. Si tratta di un passo che segna un cambiamento significativo nella strategia del colosso spaziale e del suo fondatore, Elon Musk.SpaceX punta all'IpoIl Wall Street Journal e The Information hanno pubblicato le prime indiscrezioni sulla possibile Ipo il 5 dicembre, mentre il 9 dicembre Bloomberg ha suggerito che la valutazione dell'azienda potrebbe attestarsi a 1500 miliardi di dollari. Una stima che, se confermata, permetterebbe a SpaceX di raccogliere oltre 30 miliardi di dollari.Si tratterebbe di un finanziamento colossale: la più grande Ipo della storia risale al 2019, quando la compagnia petrolifera statale saudita Aramco debuttò in Borsa raccogliendo 29 miliardi di dollari. In termini di ricavi, Aramco è ancora oggi tra le prime cinque aziende al mondo.Ora SpaceX sembra in grado di eguagliare quel primato, se non addirittura superarlo. L'eventuale capacità di attrarre investitori pubblici della società non deve sorprendere, dal momento che parliamo di una realtà leader nei lanci spaziali, nelle comunicazioni satellitari e in molti altri segmenti del mercato spaziale. Per chi cerca prospettive di crescita praticamente illimitate, d'altronde, lo spazio rappresenta la frontiera definitiva.Ma perché portare SpaceX in Borsa proprio adesso, in una fase in cui i ricavi stanno crescendo rapidamente grazie all’espansione di Starlink, il servizio di internet satellitare dell'azienda? Storicamente Musk si è sempre opposto a quotare SpaceX. L'imprenditore non ha apprezzato la pressione dei mercati a cui è stata sottoposta Tesla negli anni e fin qui è stato frenato dal timore che gli obiettivi degli azionisti – ovvero rendimenti finanziari nel breve periodo – possano entrare in conflitto con la sua visione sul lungo termine: la colonizzazione di Marte.Ars Technica ha parlato con diverse persone vicine a Musk per capire le ragioni della svolta.Portare i data center nello spazioUno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni è senza dubbio l’ascesa dell’intelligenza artificiale, un settore in cui Musk è coinvolto dal 2015, anno in cui ha cofondato OpenAI. Dopo la rottura con gli altri fondatori della startup, nel 2023 l'uomo più ricco del mondo ha creato la sua azienda di intelligenza artificiale, xAI. E nel frattempo, a Tesla si è concentrato sulla guida autonoma e più di recente sulla robotica. Musk ritiene che queste tecnologie siano destinate a convergere nel prossimo futuro, trasformando profondamente la civiltà. E raccogliere grandi quantità di capitale nei prossimi 18 mesi gli garantirebbe le risorse necessarie per far crescere SpaceX e posizionarla al centro di questa evoluzione.Ma come si inserisce SpaceX in questo quadro? Nel breve periodo, l’azienda punta a sviluppare una versione modificata dei satelliti Starlink, progettati come base per realizzare data center in orbita. Ad annunciarlo su X è stato lo stesso Musk a fine ottobre ("SpaceX lo farà").I satelliti di Starlink di nuova generazione sono però solo il punto di partenza del progetto. "Il livello successivo consiste nel costruire fabbriche di satelliti sulla Luna e usare un mass driver [un cannone elettromagnetico] per accelerare i satelliti AI fino alla velocità di fuga lunare, senza bisogno di razzi", ha scritto il numero uno di SpaceX il 7 dicembre, sempre su X. "Questo permetterebbe di superare i 100 tw l'anno di AI e di compiere progressi non banali verso una civiltà di tipo II nella scala di Kardashev".Secondo alcune stime, nel 2026 SpaceX dovrebbe generare ricavi compresi tra 22 e 24 miliardi di dollari. È una cifra importante, paragonabile al bilancio annuale della Nasa, e di cui l’azienda potrebbe disporre in modo molto più efficiente rispetto al governo statunitense. Anche se si tratta di cifre significative, con un’iniezione ancora più massiccia di liquidità l'azienda potrebbe avanzare ancora più rapidamente. E per progettare e costruire i nuovi satelliti – ma anche per lanciare i razzi necessari a dispiegare i data center in orbita – serviranno fondi considerevoli.Quando Musk ha capito che i satelliti di Starlink potevano essere sviluppati in modo da diventare una rete di data center distribuiti, il progetto "era solo questione di tempo", spiega Abhi Tripathi, ex dipendente di SpaceX e oggi direttore delle operazioni di missione al Berkeley space sciences laboratory dell’Università della California a Berkeley."È in quel momento che un'Ipo è diventata all’improvviso una possibilità dopo essere stata un'opzione improbabile per così tanto tempo. Se avete seguito le tattiche di Elon, sapete che quando decide di fare qualcosa ci si dedica completamente. Gran parte della corsa all'AI si gioca sulla capacità di accumulare e impiegare risorse che lavorano più velocemente della concorrenza. Un tesoretto ottenuto attraverso un'Ipo darebbe un impulso enorme alla sua strategia e complicherebbe la vita a tutti gli altri", ha spiegato Tripathi ad Ars Technica.Oggi l'obiettivo principe di Musk è quello di vincere la corsa all’intelligenza artificiale. Una partita che l'imprenditore sta già giocando con xAI e con Tesla, e in cui ora vuole schierare anche SpaceX. Quotare la società in Borsa e usarla per mobilitare una quantità straordinaria di risorse mostra chiaramente che la strategia è finalizzata alla leadership nel settore.E Marte?Musk ha fondato SpaceX nel 2002 con l’obiettivo di colonizzare Marte. In oltre vent’anni, non ha mai abbandonato la missione, verso cui l’azienda ha peraltro fatto passi da gigante. Oggi SpaceX lancia più del 90 per cento dei razzi a livello globale, gestisce quasi il 90 per cento dei satelliti in orbita e sostiene una parte significativa delle attività civili e militari del governo statunitense nello spazio. Con Starship inoltre sta costruendo il primo veicolo che potrebbe portare gli esseri umani su Marte, insieme a una grande quantità delle risorse necessarie alla sopravvivenza sul pianeta rosso.Ma se la ragione per cui Musk ha sempre tenuto SpaceX lontana dalla Borsa era proteggere il sogno marziano, il cambio di rotta è il segnale che ora ha deciso di abbandonare l’obiettivo?Non necessariamente. È probabile infatti che Musk veda l’intelligenza artificiale come un elemento centrale anche per Marte. L'imprenditore, per esempio, crede fermamente nelle potenzialità dei robot umanoidi Optimus e ha già parlato della possibilità di inviarli sul pianeta per preparare il terreno ai primi coloni umani.Per colonizzare davvero Marte, Musk ritiene che SpaceX debba diventare molto più grande e solida dal punto di vista finanziario (anche perché sa bene che la Nasa non finanzierà il progetto). Da diversi anni sostiene che per costruire una colonia autosufficiente servirebbero circa un milione di tonnellate di materiali, che a loro volta necessiterebbero di circa 1.000 veicoli spaziali e almeno 10.000 lanci di Starship, considerando i rifornimenti in orbita. L'impresa avrebbe un costo stimato di mille miliardi di dollari solo per i lanci.Musk ha spesso espresso il timore che la finestra temporale per colonizzare Marte si riveli limitata, per via dell'arrivo di shock finanziari, pandemie ancora più gravi del Covid o eventi catastrofici come lo schianto di un asteroide. Portare SpaceX in Borsa ora significa provare a raccogliere le risorse necessarie per realizzare Mars City One – come ha ribattezzato la prima base spaziale che immagina sul pianeta – nel corso della sua vita.Il piano naturalmente non è privo di rischi. Se l’AI dovesse rivelarsi una bolla, tra dieci anni SpaceX potrebbe ritrovarsi con centinaia di miliardi di dollari di satelliti dall'utilità limitata in orbita. E non è escluso che gli azionisti di SpaceX preferiscano diventare multimilionari piuttosto che vedere l’umanità trasformarsi in una specie multiplanetaria.Di sicuro c'è che Musk non si è mai tirato indietro davanti al rischio. Scommettere ancora di più su SpaceX, il suo asset più forte, è esattamente la mossa che ci si può aspettare dall'imprenditore.Questo articolo è apparso originariamente su Ars Technica.
Perché Musk è finalmente pronto a portare SpaceX in Borsa dopo anni di resistenze
La società aerospaziale starebbe preparando un'Ipo, con l'obiettivo di raccogliere capitale e vincere la corsa all'AI














