La SpaceX, società di esplorazione spaziale di Elon Musk, ha depositato i documenti per una quotazione alla borsa statunitense Nasdaq. L’offerta pubblica iniziale (ipo) per l’azienda controllata dall’uomo più ricco del mondo punta a una valutazione di duemila miliardi di dollari. Musk intende quotare solo una piccola parte della società per raccogliere 75 miliardi di dollari dagli investitori, e anche così sarebbe comunque il più grande debutto in borsa della storia.

Ma perché la SpaceX ha deciso di quotarsi in borsa? E cosa significa l’offerta pubblica per gli investitori che volessero partecipare all’operazione? I vertici della SpaceX dichiarano che l’obiettivo è “far diventare l’umanità multiplanetaria”. Da Musk, che ha fondato l’azienda nel 2002, non ci si aspetterebbe niente di meno.

La svolta è arrivata grazie alla capacità di riutilizzare buona parte dei razzi e dei veicoli di lancio, tagliando i costi fino al 5 per cento rispetto all’inizio del millennio. Grazie a questa evoluzione, i viaggi spaziali sono usciti dalla fantascienza e sono diventati realtà. L’azienda riferisce di aver completato circa 600 atterraggi.

La riconquista della Luna

Nonostante le sue ambizioni spaziali, la SpaceX ottiene ancora il 50-80 per cento dei suoi ricavi da Starlink, un sistema di comunicazioni che offre un collegamento a internet via satellite a oltre dieci milioni di utenti nel mondo.