SpaceX si prepara alla più grande quotazione in borsa della storia, che potrebbe arrivare a metà giugno, prima del compleanno di Elon Musk. L'obiettivo è raccogliere tra i 40 e i 75 miliardi di dollari entro quel mese e così arrivare a una valutazione complessiva di 1.750 miliardi di dollari. Per confronto, il record attuale appartiene alla compagnia petrolifera saudita Aramco, che nel 2019 raccolse circa 29 miliardi. Se i piani di Musk andranno come sperato, quella cifra sarà quasi triplicata.

Quando decise di fondare SpaceX, Musk fece diversi viaggi in Russia con un'idea che fu subito definita pazza dai funzionari di Mosca con i quali entrò in contatto: acquistare vecchi razzi intercontinentali, rinnovarli e usarli di nuovo. Erano i primi anni 2000 e Musk voleva rivoluzionare il settore aerospaziale. Alla fine non riuscì a chiudere l'accordo e trovò una strada diversa: SpaceX fu fondata a El Segundo, in California, nel 2002, con due obiettivi precisi: andare su Marte e abbassare il costo dei lanci.

Ma è il modo in cui Musk intende condurre la quotazione a distinguere questa operazione da qualsiasi altra nella storia dei mercati americani. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, invece di girare le capitali finanziarie mondiali per incontrare i grandi fondi istituzionali, Musk vuole che siano gli investitori a venire da lui: nelle fabbriche di SpaceX vicino all'aeroporto di Los Angeles, nel sito di lancio a Cape Canaveral in Florida, dove potrebbero assistere alla partenza di un razzo. L'idea è semplice: chi visita gli impianti compra più azioni perché comprende come il marchio lavora sul prodotto.