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Negli ultimi giorni diversi media e content creator italiani e internazionali hanno riportato la notizia secondo cui gli Stati Uniti avrebbero deciso che i turisti dovranno consegnare cinque anni di cronologia delle loro attività sui social media per entrare nel paese. Le cose non stanno così: lo spiega Francesco Costa, direttore del Post, nell’ultimo numero di Da Costa a Costa, la newsletter in cui ogni sabato racconta la cultura e la politica degli Stati Uniti.
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Malgrado quello che potreste aver sentito in giro – impossibile resistere alla tentazione di ottenere views solleticando un po’ di indignazione con una notizia scioccante, pazienza se falsa – gli Stati Uniti non hanno deciso che i turisti dovranno consegnare cinque anni di cronologia delle loro attività sui social media per entrare nel paese. Tra l’altro, come dovrebbero fare le persone a estrarre e scaricare cinque anni di cronologia? Come dovrebbero consegnarla?
Come stanno le cose, quindi. La misura di cui si parla riguarda l’ESTA, il permesso di ingresso senza visto negli Stati Uniti usato comunemente dai turisti di 40 paesi, tra cui l’Italia. Si ottiene compilando un modulo online fornendo un po’ di informazioni personali, costa 40 dollari, non permette di percepire un reddito negli Stati Uniti; dura due anni e prevede limiti alla permanenza nel paese. Si usa, appunto, principalmente per andare in vacanza.












