Per entrare negli Stati Uniti, anche i turisti italiani che viaggiano con l’Esta (Electronic System for Travel Authorization, il “via libera elettronico” per entrare negli Usa senza visto) potrebbero presto dover dichiarare cinque anni di attività sui social media. La novità è contenuta in una proposta formale dello U.S. Customs and Border Protection (CBP), pubblicata il 10 dicembre nel Federal Register, che inserisce i “social media identifiers” tra i dati obbligatori per chi entra con il Visa Waiver Program (VWP).
Il Dipartimento della Sicurezza Interna spiega che il rafforzamento del controllo preventivo dei profili online serve a dare attuazione a un ordine esecutivo firmato da Donald Trump a inizio secondo mandato, focalizzato sulla prevenzione di minacce terroristiche e di sicurezza pubblica. La proposta è oggi in fase di consultazione pubblica e non è ancora definitiva.
Che cosa prevede il nuovo Esta
Il documento depositato al Federal Register dettaglia una serie di modifiche all’Electronic System for Travel Authorization, il sistema con cui si richiede l’autorizzazione elettronica al viaggio verso gli Stati Uniti dai Paesi del VWP. Oltre all’obbligo di indicare tutti gli username e gli identificativi utilizzati sui principali social negli ultimi cinque anni, il CBP vuole raccogliere anche numeri di telefono impiegati nello stesso arco temporale, indirizzi e-mail usati nell’ultimo decennio e indirizzi di residenza precedenti. La proposta elenca inoltre «campi dati ad alto valore» che includono indirizzi IP recenti, metadati delle foto inviate elettronicamente e un ampliamento della raccolta biometrica: volto, impronte digitali, Dna e scansione dell’iride, nella misura in cui l’infrastruttura tecnica lo consentirà. È previsto anche il passaggio a una procedura centrata su app mobile, che imporrà a tutti i richiedenti di scattarsi un selfie direttamente dall’applicazione ufficiale Esta.










