Gli Stati Uniti potrebbero introdurre una nuova e controversa misura di sicurezza per chi proviene dai Paesi del programma visa waiver: la consegna fino a cinque anni di cronologia dei social media. La proposta arriva dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP) e sarà ufficialmente pubblicata nel Federal Register.

Se approvata, la misura riguarderebbe decine di nazioni, tra cui gran parte dell’Europa, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Giappone, Brunei, Singapore, Qatar, Israele e Cile. A essere coinvolti sarebbero tutti i viaggiatori che utilizzano l’ESTA, il sistema online che permette ingressi turistici o per affari di breve durata senza ottenere un visto tradizionale.

La CBP propone di rendere obbligatoria l’indicazione dei profili social come “elemento di dati essenziale” all’interno della domanda. Ma non solo: i richiedenti potrebbero dover fornire anche numeri di telefono utilizzati negli ultimi cinque anni, email degli ultimi dieci, indirizzi IP e metadati delle foto inviate elettronicamente.

Usa, tornano i visti per gli studenti stranieri: ma le autorità vogliono l’accesso ai profili social

Il pacchetto comprende inoltre una lista estesa di dati biometrici: immagini del volto, impronte digitali, DNA e scansioni dell’iride. Un’ulteriore sezione del modulo richiederebbe informazioni dettagliate sui familiari, dai numeri di telefono alle residenze, passando per luoghi e date di nascita.