Bologna – Dal presidente della Regione Michele de Pascale al sindaco Matteo Lepore, dalla Cgil al Pd, ai lettori ai colleghi delle altre testate, son stati tanti i messaggi di solidarietà per lo stato di agitazione dei giornalisti di Repubblica e dei lavoratori del Gruppo Gedi dopo la partecipazione allo sciopero di venerdì dal palco della Cgil che ha ospitato le ragioni della protesta. Un discorso per difendere il «nostro posto di lavoro» e tutelare «la libertà di stampa e il pluralismo necessario a garantire un dibattito democratico» dopo l’annuncio dell’editore John Elkann di una trattativa in corso per la vendita a un gruppo greco senza garanzie. Una preoccupazione condivisa dal presidente della Regione Michele de Pascale e dal sindaco Matteo Lepore che in una nota congiunta scrivono: «un’operazione che, se confermata, rischia di compromettere seriamente l’autonomia editoriale, la qualità dell’informazione e la tutela del lavoro giornalistico» chiedendo che «ogni passaggio avvenga nel rispetto della dignità professionale, con garanzie concrete sull’occupazione e sull’identità delle testate». Anche il Pd ha espresso «forte preoccupazione» e vicinanza alle redazioni locali attraverso il segretario regionale Luigi Tosiani e quello provinciale Enrico Di Stasi. Quest’ultimo sottolinea il suo sostegno «ai giornalisti dell’edizione di Bologna» che «garantiscono ogni giorno alla città una libera, competente e corretta diffusione delle notizie». Mentre l’europarlamentare dem Elisabetta Gualmini, ricorda che la Ue «difende la stampa libera» aggiungendo che «Gedi è un gruppo molto prestigioso» e che testate come «Repubblica e La Stampa, siano giornali fondamentali».