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13 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:22

Era in carcere in Iran da quando aveva 18 anni, e dietro le sbarre ha passato gli ultimi sette, in attesa dell’esecuzione: era stata infatti condannata a morte per avere ucciso il marito, un cugino al quale era stata data in sposa, senza il suo consenso, e l’anno dopo era rimasta incinta. Ma ora Goli Koohkan è stata salvata grazie a una raccolta internazionale di fondi, rende noto “Nessuno tocchi Caino”, che il tre novembre aveva segnalato il caso. La scorsa settimana, i relatori speciali delle Nazioni Unite, compreso il relatore speciale sull’Iran, avevano formalmente invitato le autorità iraniane a sospendere la sua esecuzione. Koohkan, di etnia Baluca, ha ottenuto il “perdono” dalla famiglia della vittima. Ha trascorso gli ultimi sette anni nella prigione di Amirabad a Gorgan in attesa dell’esecuzione. Al processo ha raccontato di essere stata sottoposta per anni a gravi violenze fisiche e psicologiche. Quest’anno in Iran sono state giustiziate più di 50 donne, molte delle quali in circostanze simili. Secondo l’agenzia di stampa Mizan, vicina alla magistratura, i querelanti nel caso di Goli Kouhkan hanno accettato di rinunciare al loro diritto all’esecuzione come punizione. I funzionari giudiziari non hanno rivelato l’importo pagato, anche se la famiglia della vittima aveva precedentemente richiesto 10 miliardi di toman (circa 100mila euro), oltre all’esilio permanente di Koohkan da Gorgan.