«La cucina dell'Alto Adige ha sempre guardato verso il Sud: è una cucina di montagna ma aperta, e mai stata rigida come ad esempio la cucina austriaca». Basta (e avanza) il sigillo di Norbert Niederkofler a mettere fine alla querelle scoppiata nei giorni scorsi e rimbalzata anche dal titolo di Dolomiten nell'edizione del day-after, il giorno successivo al voto di Nuova Delhi che ha eletto la cucina italiana patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco: 'Jetzt sind Knödel plötzlich italienisches Kulturerbe', ovvero 'Adesso i canederli sono improvvisamente patrimonio culturale italiano' con gran foto di prima pagina. E in sommario: “Basta poco, e succede in un attimo. Piatti tipicamente tirolesi come i canederli o i tirtlan sono ora patrimonio mondiale italiano. Mentre alcuni festeggiano il riconoscimento dell’Unesco, per altri è una frode d’etichetta”.
Norbert Niederkofler
Polemica tutt'altro che sterile, anzi, al contrario, golosa: ma che trova poche sponde, almeno in via ufficiale, perché tutti o quasi, nel mondo della cucina, sembrano condividere una chiave di lettura ecumenica: la cucina italiana è un insieme di regioni e cucine diverse. Lo rimarca anche Niederkofler, che con il suo Cook The Mountain e le sue tre stelle Michelin ha fatto proprio del territorio sudtirolese una bandiera della cultura gastronomica altoatesina e nazionale allo stesso tempo: «La cucina dell'Alto Adige – dichiara a Il Gusto - è cresciuta con i suoi prodotti e le sue tradizioni. Il lavoro quotidiano con contadini e produttori locali ha permesso un vero progresso, non solo gastronomico ma anche agricolo. Piatti come canederli o tirtlan fanno parte a pieno titolo del patrimonio culinario italiano, perché raccontano un territorio con la stessa dignità di una pizza o di un arancino. Essere premiati come primi a livello mondiale è un grande passo e una conferma del lavoro e della passione che ogni giorno, dal Nord al Sud, anima la cucina italiana».















