Negli ultimi anni, e "in modo continuativo", il credito bancario alle imprese umbre si è progressivamente ritirato.

Emerge da un'analisi condotta dalla Camera di commercio dell'Umbria sui dati della banca dati statistica della Banca d'Italia.

Secondo lo studio non si tratta di una flessione episodica né di un assestamento legato a singoli cicli economici, ma di una dinamica strutturale che accompagna l'economia regionale dal periodo precedente alla pandemia fino all'attualità e che, nel tempo, si è consolidata senza mostrare reali segnali di inversione.

La Camera di commercio ha spiegato che i dati sono espressi in termini reali, ossia al netto dell'inflazione e questo consente di misurare la reale capacità di finanziamento del sistema produttivo, depurata dall'erosione del potere d'acquisto della moneta.

"Il credito alle imprese umbre si è ridotto anno dopo anno e oggi il conto è evidente" ha rilevato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell'Umbria. "Quando mancano risorse finanziarie - ha aggiunto -, mancano anche investimenti e prospettive di crescita. Il problema non riguarda solo le banche o le imprese, ma l'intero sistema economico regionale. Serve ricostruire fiducia, perché senza fiducia il credito non riparte. Occorre rimettere in moto il dialogo tra imprese e sistema bancario. E creare condizioni che rendano conveniente tornare a investire in Umbria. È una sfida decisiva per il futuro della regione".