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Ultimo aggiornamento: 9:42
Dirlo a distanza di pochi giorni da una sconfitta particolarmente bruciante in Champions League, sembra quasi un controsenso. Ma l’Inter è bella da vedere. O perlomeno, ci prova a esserlo e sta costruendo, con Chivu in panchina, una sua identità. Che, dati alla mano, è molto offensiva e poco difensiva. Ancora troppo poco difensiva, anzi.
E stupisce, quasi, che a guidare la rosa sia un ex difensore, che proprio con l’Inter aveva dimostrato quanto alla qualità dei piedi (e Chivu, da giocatore, ne aveva davvero tanta) si potesse benissimo abbinare la quantità, l’aggressività. Questa Inter ancora fatica: non è un caso che il tema della difesa sia al centro del dibattito intorno ai nerazzurri. Che hanno giocatori molto avanti con l’età (Acerbi, che si è appena infortunato e resterà fuori per qualche settimana; o De Vrij): una questione che apre a un tema di mercato da risolvere tra gennaio e giugno.
Bastoni e Bisseck, che ha convinto dopo qualche mese definitivamente il suo allenatore, sono le certezze, ma anche a loro è richiesto un salto di qualità per evitare che possano arrivare quei gol all’ultimo decisamente esiziali per le ambizioni nerazzurri. Perché non è solo da risolvere esternamente, col mercato, la questione: serve riflettere e concentrarsi anche su tutta la fase difensiva.








