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Ultimo aggiornamento: 10:20

Troppo presto per dire che sia l’Inter di Chivu? Forse sì, anche perché lo Slavia Praga a San Siro, nella seconda giornata di Champions League, si dimostra, come immaginabile, poca roba, ma i nerazzurri sono autorevoli, sicuri, tonici. Sì, il vantaggio arriva da un regalo del portiere dei cechi Stanek, che al 30esimo praticamente regala il pallone a Lautaro Martinez che è in agguato e non può fare altro che appoggiare il pallone in porta, ma prima i nerazzurri non avevano corso alcun rischio e per contro avevano già costruito diverse palle gol.

Un leitmotiv che praticamente si mantiene per tutta la gara, con Hakan Calhanoglu che dopo le polemiche estive torna a prendersi le redini della squadra in mezzo al campo, con Denzel Dumfries che torna a segnare – suo il gol del due a zero -, Marcus Thuram MVP che inventa e diverte San Siro (delizioso il tacco per Bastoni sul terzo gol), ma poi esce zoppicando (“penso nulla di grave”, ha dichiarato a fine match) e Lautaro Martinez che torna il leader cinico, il centravanti implacabile di sempre e chiude la partita sul tre a zero. C’è veramente poco altro da segnalare in una gara a senso unico, con lo Slavia che capito l’andazzo tira pure i remi in barca visto che all’orizzonte c’è il derby di Praga, cui dedicare più energie rispetto a un match che si rivela ben presto insormontabile, più che proibitivo.