«Credo che l’Unione Europea e l’Ucraina siano allineate sul quadro generale che il piano di pace dovrebbe avere, e mi auguro che quella posizione venga adottata. Ma continuo a credere che la Russia rifiuterà qualsiasi approccio sui territori sostenuto dall’Ucraina». Leon Panetta non è solo uno degli italoamericani più importanti degli Stati Uniti, ma è stato al centro degli avvenimenti degli ultimi 40 anni, prima come chief of staff dell’amministrazione Clinton, poi come direttore della Cia e segretario alla Difesa di Barack Obama, affrontando diverse crisi internazionali, la lotta al terrorismo e l’uccisione di Osama bin Laden. Ora, a quasi 90 anni, continua a commentare gli eventi geopolitici. Ma soprattutto crede che l’Italia possa avere un ruolo centrale nel futuro dell’Europa e del Mediterraneo. «Siamo entrambi italiani, ci intendiamo», ci dice sorridendo dallo studio del suo istituto a Monterey, in California, prima di iniziare l’intervista.

Segretario Panetta, come valuta questo piano di pace per l’Ucraina, crede, come sostengono molti in queste ore, che Kiev debba cedere parte dei territori?

«Penso che l’Ucraina debba dire di no. Spetta all’Ucraina decidere cosa dovrebbe o non dovrebbe essere incluso in un eventuale piano di pace».