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Il sottosegretario Mazzi: "Simbolo globale che unisce 2 miliardi di persone". Quei tentativi di delegittimazione

L'Italia prepara un'altra mossa culturale dal forte valore simbolico: la candidatura del presepe e dell'arte della sua creazione a patrimonio mondiale dell'Unesco. Questo l'annuncio del sottosegretario di Stato alla Cultura con delega Unesco Gianmarco Mazzi: "Dopo i riconoscimenti Unesco per il canto lirico e la cucina, l'Italia si prepara a candidare il presepe e l'arte della sua creazione a patrimonio dell'umanità, nell'anno dedicato a San Francesco". Mazzi ha rimarcato che si tratta di "una candidatura universale": "La Natività esprime valori spirituali profondi ed è simbolo globale di amore, luce e speranza che unisce oltre due miliardi e mezzo di persone nel mondo. Si tratta di un gesto che rievoca le origini francescane del presepe e lancia, in un tempo segnato da incertezze, una forte invocazione di fraternità e pace". Molto più di un progetto culturale: nelle parole del sottosegretario troviamo una risposta forte e chiara a chi ha tentato di ridurre il presepe a residuo folkloristico o peggio a elemento problematico per non urtare sensibilità di minoranze religiose o correnti ideologiche.