Dicembre è quel momento sospeso in cui il tennis ufficiale si ferma, ma i protagonisti continuano a muoversi, a cercare stimoli, a mandare segnali. Carlos Alcaraz, incapace di restare lontano dal campo, ha scelto gli Stati Uniti per un paio di esibizioni che uniscono spettacolo e ottimi compensi. Lorenzo Musetti, invece, ha giocato un’altra partita: quella comunicativa. Dopo settimane di attesa, ha finalmente annunciato sui social l’arrivo del suo nuovo super coach, José Perlas, una figura scelta per aiutarlo a compiere quello scatto decisivo che possa avvicinarlo ai Big 2 del momento, proprio Alcaraz e Sinner.

Negli Usa, dove sport e show business si intrecciano naturalmente, Alcaraz non ha solo vinto: ha anche individuato un nuovo talento da tenere d’occhio, dimenticandosi per una volta del suo rivale più ingombrante. “Quant’è forte Fonseca”, ha detto dopo aver battuto a fatica il giovane brasiliano Joao Fonseca, ribattezzato “Sinnerinho”. “Mi auguro sia stato un incontro divertente per tutti, Joao gioca un tennis pazzesco ed è arrivato nel circuito con tanta forza — le parole del numero uno al mondo — Per me poi era la prima volta in uno stadio da baseball. Disputare un match qui e contribuire a portare il tennis in nuovi posti è fantastico”.