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Ultimo aggiornamento: 12:47
Dopo la rimozione degli assessori democristiani in seguito all’indagine che ha portato ai domiciliari Totò Cuffaro, in Sicilia sembra tornata la quiete nei rapporti tra i centristi e il presidente della Regione, Renato Schifani. Segnali arrivati con il benestare ad alcune nomine in posti di sottogoverno. Tra Consorzi universitari, parchi e Istituti autonomi case popolari, la giunta già a fine novembre aveva trovato il modo di indicare figure gradite alla Dc.
Un’ulteriore conferma potrebbe essere rappresentata dalla scelta che il governatore ha fatto in prima persona nei giorni scorsi: la nomina del nuovo capo di gabinetto vicario. Schifani, che ha incassato l’appoggio dei deputati democristiani sia in occasione della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione che sulla finanziaria in corso di discussione all’Ars, ha deciso di avvalersi di Pietro Miosi.
Laureato in Scienze agrarie, Miosi è un dirigente di lungo corso della Regione, che nella propria carriera ha svolto più ruoli di fiducia a fianco dei politici. A volerlo accanto sono stati, in più di un caso, politici di area centrista: da Totò Cordaro, l’ex assessore al Territorio del governo Musumeci che lo scelse come capo della propria segreteria tecnica, ad Andrea Messina, assessore alla Funzione pubblica con l’attuale governo e poi messo fuori dalla giunta – insieme ad altri due colleghi – dopo la richiesta di arresto per Cuffaro. “Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione, ritengo doveroso riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione”, sono state le parole con cui Schifani ha annunciato l’estromissione della Dc dal governo regionale.






