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Ultimo aggiornamento: 8:07
“Sapete di Mindich? C’è stato un tentato omicidio il 28 (novembre, ndr) in Israele“. Ihor Kolomoisky, felpa grigia Nike su una t-shirt giallo sgargiante, è seduto in aula. “Il tentativo non è riuscito – aggiunge -, i criminali sono stati arrestati. Grazie a Dio non è successo qualcosa di peggio. Hanno gravemente ferito la domestica, ma è sopravvissuta. I criminali hanno sbagliato casa”. Parole che in altri tempi sarebbero passate inosservate o quasi, ma non in questi giorni. Perché l’uomo con la barba bianca e gli occhialetti che mercoledì le ha pronunciate in tribunale a Kiev è stato, e per molti versi resta, uno degli uomini più potenti d’Ucraina. E la persona di cui parla è il suo ex delfino Timur Mindich, l’ex socio del presidente Volodymyr Zelensky al centro dell’inchiesta sulla corruzione che sta scuotendo il governo.
Mindich ha fatto perdere le proprie tracce la notte tra il 9 e il 10 novembre, poche ore prima che gli uomini dell’Ufficio nazionale (Nabu) e la Procura nazionale anti-corruzione (Sapo) bussassero alla sua porta. Per gli inquirenti è il deus ex machina del sistema che avrebbe incassato tangenti per 100 milioni di dollari nel settore energetico e in quello della Difesa e che ha portato alla rimozione di due ministri, all’arresto di un ex vicepremier e alla cacciata di Andriy Yermak, potentissimo capo dell’ufficio presidenziale di Zelensky. Secondo diverse fonti, Mindich avrebbe riparato in Israele con moglie e tre figli. Ed è lì che sarebbe avvenuto il “tentato omicidio”. Un fatto di cui al momento non esistono prove. Il portavoce della polizia israeliana Michal Zingerman ha osservato che le forze dell’ordine “non hanno alcuna conferma” in merito. “L’ambasciata non ha informazioni su questo incidente”, ha detto l’ambasciatore ucraino in Israele, Yevhen Korniychuk.






