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Sigilli al cantiere e 27 indagati. La difesa: "In regola per Tar e Consiglio di Stato"

"Passaggio da una pianificazione urbana rispettosa del contesto sociale e della variegata composizione dei suoi protagonisti nonché attenta ai valori storici e ambientali al sempre crescente, smodato interesse alla rendita esclusiva propria della speculazione edilizia": è questo il reato che di fatto la Procura della Repubblica contesta al Comune di Milano, nel blitz che è il nuovo, duro atto dello scontro tra gli inquirenti e la giunta guidata da Beppe Sala sul fronte dell'Urbanistica. Nel decreto che sequestra un cantiere quasi ultimato nel centro di Milano, in via Anfiteatro, i pm contestano insieme alla violazione delle norme urbanistiche, e al conseguente reato di falso e di lottizzazione abusiva, anche la colpa di avere contribuito alla gentrificazione della città, alla espulsione dei ceti popolari dai suoi quartieri storici. Una espulsione che nella zona di corso Garibaldi era in corso, a dire il vero, da decenni prima che il nuovo cantiere prendesse il via. Ma che diventa un elemento costitutivo dell'attacco alla "democrazia urbanistica" rivendicata dai pm come criterio di governo della città.