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11 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:52

Chi sta vincendo la guerra che il governo Meloni, e in particolare il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha dichiarato al soccorso civile in mare? Risultati, conseguenze? Domandarselo è d’obbligo visti i 36 fermi amministrativi imposti alle navi umanitarie da inizio 2023, quando il decreto Piantedosi aprì la strada ai blocchi motivati da un salvataggio di troppo, dalla disobbedienza alla guardia costiera libica o dallo sbarcato delle persone soccorse in un porto diverso da quello assegnato. Come nel caso della ong Mediterranea Saving Humans, la cui nave è rimasta bloccata dal 6 novembre a Porto Empedocle per non aver diretto verso Livorno. Al contrario, Nave Mediterranea aveva sbarcato 92 persone di cui 31 minori non accompagnati. Da qui i previsti 60 giorni di detenzione amministrativa e la sanzione di 10 mila euro per comandante e armatore, “nonostante il Medico di bordo e lo stesso CIRM Telemedicina, incaricato dalle Autorità marittime, abbiano certificato che tutte le persone soccorse non erano in grado di affrontare altri tre giorni di navigazione” e il Tribunale dei Minorenni di Palermo avesse chiesto ai ministeri dell’Interno e dei Trasporti “di far sbarcare i minori a Porto Empedocle”, aveva denunciato la ong. Come già in altri casi, il fermo è stato sospeso, stavolta dal Tribunale di Agrigento. “Decreto Piantedosi illegittimo”, commenta la ong. “C’è una strategia illegale del governo che mira a confiscare la nostra nave di soccorso. Ma ancora una volta viene sconfitta davanti a un giudice”. Sconfitta?